Via col vento di Margaret Mitchell

Negli anni ’60 dell”800, mentre la giovane Italia postunitaria è alle prese con il suo nuovo assetto, gli Stati Uniti vivono lo sconvolgimento della Guerra di Secessione che miete vittime sui campi di battaglia e porta con sé fame e miseria.
È questa la cornice di Via col vento (Mondadori Libri, collana Oscar Absolute, 2017, pp. 1104, trad. di Ada Salvatore ed Enrico Piceni), romanzo storico sentimentale che valse all’autrice, Margaret Mitchell, il premio Pulitzer nel 1937.

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Rossella O’Hara è la capricciosa figlia di un agiato piantatore di cotone di origini irlandesi, Gerald. Gli O’Hara vivono a Tara, la loro tenuta, verso la quale nutrono amore e dedizione. Rossella adora essere corteggiata dai giovani della contea e si diverte a suscitare il loro interesse ma è innamorata di Ashley Wilkes, promesso sposo di Melania Hamilton. Poco prima dell’annuncio delle nozze, durante un ricevimento alle Dodici Querce, residenza di Ashley, Rossella dichiara a quest’ultimo i propri sentimenti, nella speranza che il matrimonio venga annullato, ma si vede respinta dall’uomo. Delusa e amareggiata, la giovane ha un diverbio con l’avventuriero Rhett Butler.
Per ripicca verso Ashley Rossella sposa Carlo, fratello di Melania la quale, a sua volta, convola a nozze con Ashley.
Infuria la Guerra di Secessione e i due uomini partono per il fronte lasciando le neomogli. Poco tempo dopo Rossella rimane vedova e dà alla luce il piccolo Wade verso cui prova un tiepido amore materno. Rossella e Melania, in compagnia del bambino e della schiava Prissy, si trasferiscono ad Atlanta per sfuggire al pericolo degli yankee . La giovane O’Hara prova antipatia per la cognata, rea di averle “rubato” Ashley ma intende prestare fede alla promessa fatta all’uomo di prendersi cura della fragile Melania, la quale partorisce il figlio Beau proprio grazie all’aiuto di Rossella.
Atlanta è assediata e le due donne con i loro figli e Prissy tornano a Tara durante una lunga e travagliata notte. Rossella vi trova desolazione e miseria: l’adorata mamma è morta, Gerald ha perso il senno, gli schiavi sono fuggiti e la piantagione è devastata. Con pugno di ferro, Rossella riporta la tenuta agli antichi fasti anche grazie al matrimonio con Franco Kennedy, promesso sposo della sorella. La donna non si ferma qui e si lancia con successo nel mondo del commercio, diventando titolare di una fiorente segheria.
Vedova per la seconda volta, ella sposa Rhett da cui ha una figlia. Tra i coniugi Butler incombe però la presenza di Ashley, soprattutto dopo la morte di Melania. Rossella, per cui nei confronti di Rhett vale il verso catulliano odi et amo, farà finalmente chiarezza nei propri sentimenti.
Sceglierà Ashley, l’amore di tutta una vita, o resterà con Rhett, suo marito? Di sicuro, determinata e tenace come è sempre stata, lotterà per l’uomo che ama.
Via col vento è anche un romanzo di formazione . Il momento di rottura nella vita di Rossella, il punto di non ritorno in seguito al quale non sarà più la stessa è la notte della fuga da Atlanta verso Tara. In questa occasione la giovane si trova ad affrontare e superare difficoltà che mai avrebbe creduto di risolvere. Dalla crisalide dell’adolescente viziata e capricciosa, nell’arco di una manciata di ore, viene alla luce una donna determinata, coraggiosa, forse resa ruvida nell’animo ma tenace e dotata di un’intelligenza machiavellica.

Non era più una creta molle che riceveva una mio impronta a ogni esperienza. La creta si era indurita. Quella sera per l’ultima volta era stata assistita come una bambina. Ormai era una donna e l’adolescenza era finita.

Una donna, sì, solida e pragmatica che sarà il punto di riferimento per la sua famiglia salvo poi scoprire che è proprio lei, la quercia dalla corteccia dura, ad avere bisogno dell’amore e della dolcezza dei propri cari come un balsamo per curare le ferite di lunghi anni, ferite che hanno cessato di sanguinare ma non di dolere.
La Guerra di Secessione è un agente di trasformazione; non solo muta per sempre Rossella ma sconvolge l’ordine sociale precostituito. Ma dopo la pars destruens vi è una pars construens; in città i ceti abbienti cambiano pelle e si reinventano come commercianti. L’animo della gente del Sud si tempra, riscopre i valori della tradizione e se ne fa baluardo.
Rossella assurge a simbolo dell’epopea di un paese, la Georgia, che, piegato dalla guerra e dalle difficoltà, rialza la testa con fierezza e coraggio a partire da quella terra rossa che è sua madre; una madre che lo sostenta e lo nutre e che esso ama di un amore viscerale. Anche Rossella è profondamente radicata alla terra rossa di Tara, che è la sua casa, il suo rifugio, il luogo che la consola e le infonde linfa vitale che la rigenera lungo un cammino irto di momenti bui.

La terra è la sola cosa al mondo che valga qualcosa […] perché è la sola cosa al mondo che rimane e […] la sola cosa per cui vale la pena di lavorare, di lottare… di morire.

Tanto Rossella è capricciosa, fiera e volitiva, quanto Melania è dolce, mite e remissiva. Tanto Rhett è rinnegato, canaglia, mascalzone, quanto Ashley è un gentiluomo, onesto e con uno spiccato senso dell’onore. Le due coppie sono perfettamente speculari.

Vi amo, Rossella, perché ci somigliamo tanto; rinnegati, tutti e due, e profondamente egoisti. A nessuno di noi due importa che il mondo vada in rovina, purché noi ci salviamo.

La scrittura della Mitchell è piana, priva di sbavature. Con garbo ed eleganza conduce il lettore al cuore della dinamica dell’intreccio e gli consente di familiarizzare con luoghi e personaggi. La penna affabulatrice dà vita a uno stile avvolgente – complice l’uso frequente del discorso indiretto libero – che fa dimenticare la monumentale mole del romanzo, il quale scorre pagina dopo pagina con il ritmo fluente dei grandi capolavori.
È davvero un peccato che la Mitchell, riluttante per anni a cimentarsi in una nuova fatica letteraria, sia morta in un incidente stradale proprio quando accarezzava l’idea di riprendere la penna in mano. Alla luce della prima – e unica – opera, di certo ci avrebbe regalato un altro gioiello.
E a noi resta, oltre al piacere della lettura di Via col vento , la “formula magica” che è il cuore della filosofia di Rossella, quasi un saluto e un augurio.

Penserò a tutto questo domani, a Tara. Sarò più forte, allora. […] Dopotutto, domani è un altro giorno.

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2 risposte a "Via col vento di Margaret Mitchell"

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