Sul nuovo anno: Dialogo di un venditore d’almanacchi e di un passeggere

Tixi's

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Ci accingiamo a salutare questo anno e ad accoglierne uno nuovo: cosa ci riserverà? È come fare un salto nel buio o partire verso l’ignoto: sappiamo quello che ci lasciamo alle spalle ma ignoriamo ciò che ci accadrà, nel bene e nel male.

È su questi due punti che si snoda il breve e serrato Dialogo di un venditore d’almanacchi e di un passeggere, una delle Operette Morali di Giacomo Leopardi.

  “Bisognano, signore, almanacchi?” chiede il Venditore a un passante, il quale, disincantato e disilluso, si sofferma a scambiare alcune battute con l’ambulante sul nuovo anno imminente. Con poche, incalzanti domande, il Passeggere intende demolire la lieta aspettativa dell’interlocutore per condurlo alla scoperta della Verità, cioè a quel suo stesso disincanto che nasce dall’esperienza dei mali e dell’infelicità che, inevitabilmente, la successione dei nuovi anni passati ha portato con sé e contro cui la speranza di una vita…

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