Un incontro inatteso

gatto-zucche

Era un radioso mattino di maggio. Il sole splendeva in tutto il suo fulgore nel cielo terso e azzurro, gli uccellini cinguettavano lieti e la Natura si rivestiva dei suoi abiti colorati dopo il lungo sonno invernale: ogni creatura inneggiava alla Vita.

Dimenticate questo quadretto idilliaco! La nostra favola amara comincia sotto il segno di un’incessante pioggia primaverile che cadeva fragorosa da un cielo grigio e tetro, preludio della vita grama di chi, ahimé, quel giorno apriva i suoi occhi al mondo.

Geppo, un vecchio contadino scorbutico e solitario, fece capolino dalla finestra. “Accidenti che tempaccio! Devo andare fuori a fare la pipì, non voglio usare il bagno perché poi dovrei scaricare e non voglio consumare l’acqua! Sarebbe uno spreco!”. Ah, sì, dimenticavo di dire che era decisamente avaro! “Mi faccio coraggio ed esco. Vorrà dire che approfitterò della pioggia per fare una doccia!”. Si infilò gli stivali di gomma e uscì, incurante dell’umidità. Mentre era intento a compiere l’operazione per cui si era spinto all’aperto, udì un flebile lamento provenire da un angolo lontano del suo orto. Un sospetto gli balenò in mente facendolo trasalire: “Se fosse qualcuno che è venuto a rubarmi qualche ortaggio? Magari è inciampato nel terreno fangoso, è caduto e non riesce a rialzarsi! Ti faccio vedere io, marrano ladruncolo senza ritegno! Rubare a un povero vecchio solo al mondo! Ci vuole faccia tosta! Dovrai vedertela con me!”. Con questi propositi bellicosi, Geppo imboccò il vialetto del suo orto, prestando orecchio al lamento che si faceva sempre più vicino. Arrivato in prossimità della piantagione di fave, il vecchietto si accorse  che non si trattava di una voce umana, ma dell’accorato miagolio di un gattino. Tirato un sospiro di sollievo per lo scampato furto, fece spallucce e si voltò per tornare a casa, quando una vocina, quella della parte buona del suo animo – che, seppur piccola, comunque esisteva e ogni tanto si ridestava – lo spinse a ripensarci. “Geppo”, gli sussurrò, “Non vorrai mica lasciare quel povero micetto tra le fave nel bel mezzo di questo diluvio! Portalo con te, ti farà compagnia!”. Geppo si chinò sul cespuglio e tirò via rametti e foglie e trovò un gattino nero, fradicio di pioggia e tremante per il freddo. Non c’era la sua mamma e nemmeno un fratellino: era solo al mondo, proprio come lui. Il vecchietto si commosse rivedendo se stesso in quel micio abbandonato alla sua sorte. “Vieni con me”, farfugliò “Ti porterò a casa mia e sarai il nipotino che non ho mai avuto, il bastone della mia vecchiaia!”.

E, affondando i piedi nella melma e facendo attenzione a non cadere, rincasò con il nuovo arrivato. Come andrà la convivenza tra un vecchio umano e un giovane gatto?

Annunci

7 thoughts on “Un incontro inatteso

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...